ciao,circa una settimana fa acquistai un flauto Brannen Cooper,puntavo al meglio e lo ordinai senza provarlo,ma al momento di suonarlo mi accorsi che non suonavano le note basse dal Fa in giù.Panico,telefono al rivenditore che mi dice di andare da lui o di spedirlo indietro,decisi di andare,arrivato il tecnico dei flauti lo prova subito,un suono bellissimo insomma funziona perfettamente,lo controlla ma non c'è niente che non vada.Allora si offrono di cambiarlo e mi fanno provare di tutto,argento oro platino,Haynes,Miyazawa(bellissimo suono brillante)Muramatzu SR e oro,tutti super ma ancora le mie povere note basse faticavano chi più chi meno,fino a questo flauto Muramatzu SR PT/Platino argento interamente rivestito in Platino e...apriti o cielo finalmente ho trovato quello giusto.Sapevo che non esiste il migliore ma il migliore per ognuno di noi,se no userebbero tutti lo stesso,invece leggo che i migliori flautisti usano di tutto dall'Altus in argento di Denis Bouriakov,ai Muramatzu(ma non erano diventati una mezza ciofeca?Almeno a sentire qualche grande espertone della domenica),Haynes,Powell,pochissimi o quasi nessuno con il Brannen Cooper nonostante l'indiscussa superiorità meccanica del sistema Brogger, strano visto che dicono essere il top assoluto eppure anche fra i flautisti USA è preferito il Powell,addirittura Pearl,Burkart,Nagahara,Emanuel...ecc. ecc. e ho capito che ci sono i tifosi delle varie squadre dei brand,specie fra chi certi livelli non può o non vuole averli.Quindi la lezione è provarli provarli e provarli senza ficcarsi in testa un brand preferito magari per il nome.Nel frattempo ho già capito alcune cose,il Muramatzu vuole "spinto" un poco negli acuti,il Miyazawa ha acuti facilissimi e brillanti,Haynes custom e oro ha un suono molto bello ma è meno facile l'approccio,ma anche queste sono considerazioni personali,se il mio labbro non digerisce Brannen non posso cambiare labbro ma flauto.Il suono del Muramatzu "platinato" è ben diverso dal puro argento,se dovessi dire esprime il massimo nel registro medio,suono facile leggermente brunito,poi devi spingere ngli acuti e nei bassi ama il relax.Comunque sono davvero soddisfatto come non mai.Grazie al paziente rivenditore,davvero di rara professionalità ed esperienza.Non riesco a postare le foto dice che uploaded file is too large
Ciao Maxence, che bello leggere questo tuo lieto fine!
E mi fa sorridere, perché mi torna in mente lo scambio di qualche giorno fa su questo stesso forum: qualcuno ti aveva scritto, testuali parole, che “i flauti vanno sempre provati quando si spendono certe cifre”, e tu gli avevi risposto che provarlo ti sembrava superfluo, visto il risultato ottenuto col cinesino da pochi euro.
Ti accontentavi di guardare video o consigli esterni. Quelli sicuramente si possono tenere in considerazione, ma lasciano il tempo che trovano. Perchè ognuno ha le proprie esperienze e se provengono addirittura da negozianti, ognuno tira l'acqua al proprio mulino.
Ecco, adesso l’hai scoperto da solo, e vale molto di più di qualsiasi predica.
La frase che chiude il tuo post “la lezione è provarli, provarli e provarli senza ficcarsi in testa un brand preferito magari per il nome” vale come manifesto. Dovrebbe essere stampata sull’astuccio di ogni flauto che esce dal negozio.
Se posso aggiungere una cosa a quello che hai già capito, è questa: siccome dovresti aver speso circa 20mila Euro, su certe cifre (almeno i flautisti che conosco) non si accontentano di un solo negozio.
Ma ti dirò di più! Non sarebbe bastato neppure un solo giorno. L’imboccatura è un muscolo vivo, si adatta, si stanca, cambia a distanza di ore. Uno strumento che alle dieci di mattina, a labbro fresco, ti sembra perfetto, alle cinque del pomeriggio può dirti una cosa completamente diversa. E a distanza di giorni può dirti ancora un’altra cosa, perché nel frattempo il tuo labbro ha “digerito” le abitudini del primo strumento che hai provato. Più negozi, più marchi, più sedute separate: è l’unico modo per filtrare il rumore e capire cosa è dello strumento e cosa è del momento.
Ma capisco che per tue esigenze personali hai voluto "toglierti lo sfizio" e quindi ti è bastato scegliere quello che più faceva al caso tuo in quello specifico negozio.
Però ricorda, un Brannen, Powell, Pearl etc..se provati altrove, magari con altre testate (perchè sono fatte a mano quindi potrebbero rendere in modo diverso) ti avrebbero potuto dare anche sensazioni diverse.
Sul Brannen mi permetto un’osservazione che nasce proprio dalla tua esperienza. La meccanica Brögger è, oggettivamente, la cosa più raffinata che ci sia in commercio: fluida, stabile, silenziosa. È la migliore meccanica attualmente in circolazione. Su questo non si può non essere d'accordo. Il corpo flauto del Brannen meccanicamente era superiore al Muramatsu.
Ma la meccanica non suona da sola. Se il taglio della testata e le geometrie dei fori non “fanno amicizia” con il tuo flusso d’aria e con la tua conformazione labiale, e questo lo puoi scoprire solo suonando, non leggendo le specifiche, il flauto più perfetto del mondo può risultarti indigesto. Non è un difetto né del flauto né del flautista: è chimica, nel senso letterale. Due imboccature diverse sullo stesso strumento sono due mondi.
Sul Muramatsu platinato che hai scelto, mi colpisce una cosa che hai scritto e che secondo me è il vero cuore della faccenda: dici che “esprime il massimo nel registro medio, suono facile leggermente brunito, poi devi spingere negli acuti e nei bassi ama il relax”. Ecco, questo mi sembra il punto, non tanto la lega, quanto il taglio della testata. Le testate Muramatsu, con quel disegno della boccola, tendono a essere votate proprio per dare il meglio nell’ottava centrale: è lì che il flauto “canta” con minor fatica, ed è lì che un flautista come te, che sta riprendendo dopo trent’anni e che naturalmente si muove di più in quella zona, trova il suo comfort. Gli acuti che devono essere spinti e i bassi che “amano il relax” non sono difetti, sono il rovescio della medaglia di una testata pensata per esaltare il medio. In pratica hai scelto, senza saperlo, uno strumento costruito intorno all’ottava che tu prediligi. Ecco perché suona facile, e perché ti è sembrato subito quello giusto: non è il platino, è che quella testata parla la tua lingua.
Goditelo!