Ho comprato e iniziato a studiare il traversiere circa un mese fa, qualcuno che lo studia e ha consigli da darmi (sono passata dal moderno al barocco e continuo a studiare il moderno in conservatorio)
Ciao Carola, benvenuta nel mondo del traversiere!
Complimenti per il doppio strumentismo, è una scelta che apre la mente più di quanto si pensi.
Visto che continui il moderno in conservatorio, il primo consiglio è: non trattare il traversiere come un flauto Boehm “imperfetto”. È uno strumento con una logica completamente diversa. Il foro d’imboccatura del traversiere è molto più piccolo di quello del Boehm e spesso di forma ovale, svasato verso l’interno. Questo richiede un’imboccatura rilassata, con le labbra in atteggiamento di souplese, quasi come a pronunciare una “u” poco accentuata e con il soffio alquanto orizzontale. Se adotti l’imboccatura “potente” del Boehm, il suono si ingolfa subito.
Sulla gestione dell’aria: il traversiere ha la testata cilindrica e il corpo conico che si stringe verso il piede (l’opposto del Boehm, che ha corpo cilindrico e testata parabolica), e vuole un flusso più caldo e leggero. Se spingi come fai sul moderno, le note acute diventano stridende e quelle gravi si spengono. L’esercizio che consiglio è quello delle note lunghe in pianissimo, cercando il punto in cui il suono è pieno ma non forzato. Se si rompe, stai spingendo troppo.
Attenzione anche alle mani: senza le chiavi del Boehm, dovrai abituarti a coprire i fori direttamente con i polpastrelli, il che richiede una postura delle dita più piatta e rilassata, specialmente per la mano destra.
Sull’intonazione: qui sta la differenza più grande. Il traversiere ha sei fori che danno la scala di re maggiore, e tutte le altre note si ottengono con posizioni a forchetta (fork-fingerings). Queste note sono più deboli e “velate”, e l’intonazione non è temperata. Va corretta con microaggiustamenti dell’imboccatura e delle dita. All’inizio è frustrante, ma poi si scopre che è proprio questa disomogeneità che dà carattere al suono barocco.