consigli sul flauto barocco

Carola

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26 Agosto 2026
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Ho comprato e iniziato a studiare il traversiere circa un mese fa, qualcuno che lo studia e ha consigli da darmi (sono passata dal moderno al barocco e continuo a studiare il moderno in conservatorio)
 
Ho comprato e iniziato a studiare il traversiere circa un mese fa, qualcuno che lo studia e ha consigli da darmi (sono passata dal moderno al barocco e continuo a studiare il moderno in conservatorio)
Ciao Carola, benvenuta nel mondo del traversiere!
Complimenti per il doppio strumentismo, è una scelta che apre la mente più di quanto si pensi.
Visto che continui il moderno in conservatorio, il primo consiglio è: non trattare il traversiere come un flauto Boehm “imperfetto”. È uno strumento con una logica completamente diversa. Il foro d’imboccatura del traversiere è molto più piccolo di quello del Boehm e spesso di forma ovale, svasato verso l’interno. Questo richiede un’imboccatura rilassata, con le labbra in atteggiamento di souplese, quasi come a pronunciare una “u” poco accentuata e con il soffio alquanto orizzontale. Se adotti l’imboccatura “potente” del Boehm, il suono si ingolfa subito.
Sulla gestione dell’aria: il traversiere ha la testata cilindrica e il corpo conico che si stringe verso il piede (l’opposto del Boehm, che ha corpo cilindrico e testata parabolica), e vuole un flusso più caldo e leggero. Se spingi come fai sul moderno, le note acute diventano stridende e quelle gravi si spengono. L’esercizio che consiglio è quello delle note lunghe in pianissimo, cercando il punto in cui il suono è pieno ma non forzato. Se si rompe, stai spingendo troppo.
Attenzione anche alle mani: senza le chiavi del Boehm, dovrai abituarti a coprire i fori direttamente con i polpastrelli, il che richiede una postura delle dita più piatta e rilassata, specialmente per la mano destra.
Sull’intonazione: qui sta la differenza più grande. Il traversiere ha sei fori che danno la scala di re maggiore, e tutte le altre note si ottengono con posizioni a forchetta (fork-fingerings). Queste note sono più deboli e “velate”, e l’intonazione non è temperata. Va corretta con microaggiustamenti dell’imboccatura e delle dita. All’inizio è frustrante, ma poi si scopre che è proprio questa disomogeneità che dà carattere al suono barocco.
 
Sicuramente lo sai già, però lo scrivo ugualmente, per chi magari in futuro leggerà questo thread, ome riferimenti storici, i due testi fondamentali sono i Principes de la Flute Traversière di Jacques Hotteterre (1707), che è il primo vero metodo per traversiere e parla di posizione del corpo, imboccatura e articolazione, e il Saggio di un metodo per suonare il flauto traverso di Quantz (1752), che è molto più dettagliato sull’intonazione e sul rapporto col repertorio. Entrambi sono disponibili in traduzione italiana.
i due mondi si influenzano positivamente. Il traversiere ti insegna a sentire l’intonazione in modo nuovo e a gestire l’aria con più delicatezza, e questo torna utile anche sul Boehm. In bocca al lupo per questo percorso!
 
Se ne parla anche qui:

 
Grazie mille per questi preziosi consigli spero di farne buon uso!
per quanto riguarda i testi di riferimento non sono riuscita a reperire il primo da lei citato in traduzione italiana spero di trovarlo