Bel video.
La risposta alla domanda non esiste. E il costruttore spiega bene il perché.
Il punto principale è quello che lui chiama “end correction” ("effetto estremità")
In parole semplici: quando i flauti erano costruiti completamente cilindrici (a tubo dritto), l'aria che vibra faticava a uscire dai fori più piccoli quando si suonano le note più acute, rispetto alle note basse. Questo fa sì che le note alte suonino calanti rispetto a quelle basse.
Per secoli si è provato con fori più grandi o tubi più sottili, ma era una causa persa.
Poi è arrivato il cono. I flauti conici risolvono il problema perché la seconda ottava dipende dalla forma del tubo, non dalla lunghezza. Però suonano piano, e quando le orchestre sono cresciute non era sufficiente.
E qui entra in gioco Boehm. È tornato al cilindro, che è più sonoro, e ha compensato l’end correction con la testata. Se gosservate attentamente una testata moderna vedete che non è dritta: si restringe, da 19 a 17 millimetri. Quella strozzatura ha l'effetto di mitigare il problema dell'effetto estemità. Boehm ha compensato un difetto con il difetto opposto. Funziona, ma non è perfetto, perché la compensazione non è esattamente speculare.
Ma il punto più vero del video è un altro. Anche se qualcuno costruisse il flauto perfettamente intonato, sarebbe intonato solo per quel flautista, a quella temperatura, in quel momento. Tiri fuori la testata di un centimetro per abbassare il la e sfasci tutto il resto, perché il Do# acuto cala molto più del Do grave. Non è un difetto, è la conseguenza di allungare un tubo pensato al millimetro.
Cita un aneddoto su Galway che suona alcune note di Danny Boy appositamente stonate perché secondo lui si sentiva meglio così. L’orecchio non è un tuner. La nota giusta è quella che funziona in quel momento, in quella frase.
In fondo la conclusione è abbastanza ovvia. Non cercate il flauto perfetto, perché non esiste e non servirebbe. Cerca uno strumento prevedibile, con cui potete imparare a correggere in tempo reale. L’intonazione non è del flauto, è di chi lo suona.
Sono perfettamente d'accordo. Ma penso che a volte sia anche meglio portare un accordatore elettronico quando si prova un nuovo flauto.