Guo - Grenaditte

SyrinxEcho

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29 Dicembre 2025
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Buongiorno a tutti!!

sono rimasto affascinato dalle innovazioni portate da costruttori come Geoffrey Guo, che ha introdotto l'uso di materiali non tradizionali come la Grenaditte e vari polimeri plastici (serie New Voice e Tocco) nella costruzione dei flauti.

questi strumenti offrono vantaggi incredibili:
  • Leggerezza: pesano circa la metà di un flauto in metallo, riducendo le tensioni muscolari e migliorando la postura.
  • Resistenza: la plastica è inerte alle condizioni ambientali, ideale per suonare all'aperto o in condizioni di umidità estrema.
Tuttavia, leggendo le recensioni, emerge il dubbio sull'acustica: questi materiali potrebbero avere una proiezione minore rispetto al metallo nelle grandi sale. Anche la Prof.ssa Barbara Gisler-Haase ha evidenziato come, sebbene siano ideali per l'infanzia il loro impiego professionale sia ancora oggetto di dibattito.

Mi piacerebbe aprire un confronto con chi ha avuto modo di provarli su questi punti:

  1. Timbro e Proiezione: credete che la resa di un polimero possa davvero competere con l'argento o l'oro in contesti orchestrali, o la densità dei metalli nobili resta insuperabile per "ricchezza" sonora?
  2. Meccanica: la struttura pinless di questi modelli sintetici risulta affidabile nel tempo tanto quanto quella dei marchi storici come Muramatsu o Yamaha?
  3. Filosofia dello strumento: può un flauto del genere essere considerato, come suggerito dal M° Barthold Kuijken, semplicemente un "martello diverso" che un artigiano sceglie in base al lavoro, o rimarrà sempre un gradino sotto i modelli tradizionali?
Sarei curioso di conoscere le vostre esperienze, specialmente riguardo alla facilità di emissione e alla gestione dell'intonazione.

Grazie a chi vorrà contribuire!
 
Ciao! Il tema che sollevi è estremamente attuale e tocca il cuore dell'evoluzione organologica dello strumento.

1. Resa Timbrica e Proiezione​

Sebbene i materiali sintetici come la Grenaditte o i polimeri di Geoffrey Guo (serie New Voice e Tocco) offrano una risposta pronta, la maggior parte dei solisti d'orchestra continua a preferire i metalli nobili per le grandi sale.
  • Il fattore densità: Maestri come Andrea Manco e Giuseppe Nova sottolineano come l'oro offra il miglior equilibrio tra "colore" e "presenza".
  • Il limite acustico: Il flauto in polimero è una manna dal cielo per ridurre le tensioni muscolari grazie alla sua leggerezza, ma in un auditorium da 2000 posti potrebbe mancare di quella "spinta" necessaria per "bucare" l'orchestra, cosa che il metallo prezioso garantisce naturalmente.

2. Meccanica Pinless: innovazione e stabilità​

La tecnologia pinless, utilizzata da Guo ma presente anche in sistemi d'alta gamma come il Brögger System di Brannen e Miyazawa, è una delle innovazioni più solide degli ultimi anni. Eliminando le spine tradizionali, si riducono gli attriti e i giochi tra le cannette. Questo si traduce in:
  • Minore usura meccanica nel tempo.
  • Maggiore fluidità d'azione.
  • Affidabilità che spesso supera i sistemi standard, a patto di effettuare una manutenzione accurata.

3. Lo strumento come "martello": dipende dal contesto!​

La tua citazione di Barthold Kuijken centra perfettamente il punto. Il flauto antico, quello moderno in metallo e quello sintetico sono "martelli diversi" che l'artigiano sceglie in base al lavoro da compiere:
  • Sintetico: imbattibile per performance all'aperto, condizioni climatiche estreme, soggetti allergici ai metalli o con problemi posturali.
  • Tradizionale: resta il punto di riferimento per il repertorio solistico e orchestrale standard, dove la ricchezza armonica resta l'obiettivo primario.
In sintesi, non credo che il sintetico sia "un gradino sotto", ma piuttosto uno strumento specializzato. L'identità sonora cercata dai professionisti risiede ancora nella densità dei materiali classici, ma la strada tracciata dai nuovi materiali è ormai una realtà imprescindibile per la versatilità del flautista moderno.
 
Guarda, capisco lo scetticismo iniziale dei flautisti, ma secondo me stanno sottovalutando diversi aspetti tecnici piuttosto importanti. In realtà la Grenaditte non è affatto una semplice plastica, ma un materiale composito progettato appositamente per avere proprietà acustiche e una densità molto simili a quelle del legno di ebano. Uno dei vantaggi più grandi che ho riscontrato è la leggerezza estrema: questi flauti pesano quasi la metà rispetto a quelli in metallo, il che aiuta tantissimo a ridurre le tensioni muscolari e a mantenere una postura molto più rilassata durante lo studio.

Geoffrey Guo, sottolinea spesso che il pregiudizio sul materiale è più che altro una questione di mentalità. Tra l'altro, dal punto di vista pratico, sono strumenti incredibili perché il materiale è inerte alle condizioni ambientali: puoi suonarli all'aperto o in climi umidi senza rischiare che il corpo si spacchi, cosa che invece è un incubo costante per chi usa il legno naturale.

Un altro punto a favore è la manutenzione: il sistema usa dei tamponi che sono in pratica delle guarnizioni sintetiche che garantiscono una chiusura ermetica perfetta e non hanno bisogno di tutte le regolazioni minuziose dei tamponi tradizionali in vescica. Persino una leggenda come Eva Kingma ha provato questi modelli durante le convention internazionali, a dimostrazione che non stiamo parlando di giocattoli. La meccanica pinless poi è molto fluida e reattiva, e ti assicuro che il suono è molto più centrato e pulito di quanto uno si aspetterebbe da un materiale non metallico. Insomma, secondo me prima di bollarlo come un prodotto di serie B andrebbe provato con oggettività.
 
Bella discussione! Da appassionata di nuovi materiali e tecnologia applicata al flauto, non potevo non intervenire.

Qualche tempo fa parlavamo proprio di quanto la sperimentazione possa spaventare i puristi, ma i flauti Guo sono la prova che c'è spazio per l'innovazione. Ho avuto l'occasione di provare un modello in Grenaditte e, da flautista che spesso soffre di piccoli fastidi posturali, la prima cosa che ti colpisce è la libertà di movimento. Sembra quasi di non avere nulla tra le mani e questo, paradossalmente, ti permette di concentrarti molto di più sull'imboccatura.
Questi strumenti rappresentano inoltre la soluzione definitiva per chi soffre di allergia da contatto con i metalli
Sull'acustica sono d'accordo con i dubbi già sollevati: in una grande sala la proiezione 'di punta' che ti dà l'argento manca un po', ma il timbro è sorprendentemente scuro e legnoso, molto più di quanto mi aspettassi da un polimero.

Secondo me, come dicevia @Larrieu citando Kuijken, è davvero uno strumento da scegliere per 'scopi specifici'. Se dovessi fare un concerto all'aperto o una sessione di studio molto lunga e faticosa, non avrei dubbi a preferirlo

Tu hai già avuto modo di soffiarci dentro o stai valutando l'acquisto?

Qualcuno sa se ci sono anche valide alternative ai Guo?
 
Qualcuno sa se ci sono anche valide alternative ai Guo?
Una delle alternative più conosciute, specialmente per chi cerca uno strumento economico, è rappresentata dai flauti Nuvo. Questi flauti sono realizzati interamente in materiale plastico (ABS, non mi sembra sia materiale composito come per i Guo) e offrono modelli come lo Student e il JFlute, quest'ultimo dotato di una testata curva ideale per i più piccoli e di una speciale boccola intercambiabile per facilitare i primi suoni. Uno dei punti di forza dei Nuvo è che sono completamente impermeabili e utilizzano tamponi in silicone con un sistema auto-livellante che assicura un certo grado di chiusura. Il sistema dei tamponi dei Nuvo è assai diverso rispetto ai Guo.
Come ho scritto in precedenza i Nuvo hanno una gomma che fluttua all'interno del tasto. Potete immaginare che il feeling sotto le dita non sia il massimo è da sempre un senso di indefinito.
Secondo me potrebbero avere senso per bambini piccolissimi che rischiano di rovinare lo strumento (scarsa manutenzione o colpi allo strumento).
Anche il suono non è un granchè. I Guo sono tutt'altra cosa.
 
io ho provato il new voice e la cosa che ho subito notato è stata la grande facilità di emissione e un equilibrio di intonazione notevole.
Inoltre, essendo materiali inerti, non subiscono le variazioni di intonazione tipiche del legno o del metallo legate a sbalzi termici