LEO

Ciao a tutti.
Scrivo per dare una triste notizia. Il nostro membro LEO ci ha recentemente lasciato a causa di una malattia incurabile. Voglio ricordarlo qui non solo perché ha condiviso post e si è relazionato con voi, ma soprattutto perché credo sia stato un esempio per tutti. Io l'ho conosciuto frequentando questo forum e nonostante fossimo distanti chilometri, praticamente uno all'estremo nord e l'altro all'estremo sud d'Italia, abbiamo iniziato a sentirci per email e per telefono con videochiamate whatsapp nelle quali ci scambiavamo video e consigli sul suonare il flauto. Leo ha dimostrato una grande passione e curiosità. Fino all'ultimo, benché in età e con molte opposizioni, si è impegnato per migliorare. Era un uomo buono che credeva nella bellezza e aspirava a suonare bene non per vanagloria bensì perché affascinato dall'arte dei suoni. Ha avuto diverse esperienze musicali e non era chiuso alle sperimentazioni o ai generi; per lui l'importante era stare insieme agli altri e fare musica qualunque essa fosse. Ultimamente mi ha commosso parecchio perché non ha celato la sua condizione e si è mostrato a me in tutta la sua fragilità. Sapeva che non ce l'avrebbe fatta e prima di lasciarci ha voluto donarmi i suoi strumenti in ricordo. Un gesto bellissimo che mi ha stracciato il cuore. L'esperienza di Leo mi ha insegnato l'umiltà e ha ribadito che, al di là dei vincoli professionali, la musica deve essere pensata e vissuta come amore, come condivisione e dono di sé. A tutti noi, amatori o professionisti, ricorda il giusto modo di stare al mondo e fare musica. Ora è finalmente felice, in compagnia dell'amata sorella e sono sicuro che sta suonando fra i beati ogni sorta di flauto come gli sarebbe piaciuto. Ciao Leo; grazie per la tua amicizia terrena; spero di poterti rincontrare.
 
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Reactions: Fox
Davvero una brutta notizia che mi lascia senza parole.
Avevamo avuto qualche scambio di messaggi lo scorso anno e gli avevo suggerito un corso per orchestra di flauti nella sua zona. Spero sia riuscito a farne parte.
So che cercava in tutti i modi di prendere lezioni, ma da qualche anno ha avuto anche parecchie delusioni :(
 
È stato uno dei primi ad essersi iscritto in questo forum e si è subito distinto per l'educazione e soprattutto per la simpatia.
Il suo modo di scrivere mi aveva subito colpito.
Ci mancherà! :(
 
Mi mancheranno i suoi post, che arricchivano sempre il forum con spunti di riflessione e domande pertinenti.Un abbraccio a chi lo ha conosciuto e amato. Il suo ricordo resterà tra noi flautisti.Addio, LEO. 🎶🕊️
 
@Nicola , quello che hai scritto sui suoi strumenti donati mi ha commosso.
È il gesto di qualcuno che ama la musica più di sé stesso.
@LEO suonava con una protesi mobile che lo costringeva a soffiare di lato e non si è mai lamentato.
Ha continuato a cercare il suono, a fare domande, a partecipare. Fino all'ultimo.
 
Ciao Fox.
Anche io mi sono commosso tantissimo. Anche se la mia conoscenza era a distanza e di non lungo periodo, nutrivo per lui una profonda empatia. Non ti nascondo che ho pianto quando ho ricevuto il pacco con i suoi strumenti. In una tasca del flauto che mi è stato inviato dalla moglie, ho trovato una bolletta di una scuola di musica che mi ha fatto capire che aveva suonato fino a due mesi prima della scoperta della sua malattia e della sua ospedalizzazione. Era anziano, aveva mille difficoltà, eppure non demordeva ... voleva suonare e sperava di farlo bene; lottava per migliorare. E' per questo che mi sono sentito subito vicino a lui e ho cercato di aiutarlo per quanto possibile. L'esperienza mi ha fatto ricordare la cattiva predisposizione di molti musicisti. Forse ho un'idea romantica della musica e "scioccamente" sono convinto che l'arte dovrebbe stare sopra ogni cosa; che dovrebbe aprire alla bellezza, all'inclusività, all'ascolto, ad un'umanità pacifica e solidale. Invece, la stragrande maggioranza è superba, legata al guadagno, escludente, insensibile. La musica d'insieme dovrebbe insegnare a stare insieme, ad avvicinarsi e a collaborare sinergicamente per raggiungere l'obiettivo dell'esecuzione artistica. E invece quante volte abbiamo fatto l'esperienza di musicisti che nemmeno si salutano, che suonano come se fossero soli, snobbando il direttore ed i compagni. Nella mia sciocca ideologia credo che i musicisti dovrebbero sentirsi parte di una grande famiglia e che dovrebbero aiutarsi vicendevolmente, scambiarsi le esperienze. E invece il mondo della musica, specchio di una società alla deriva, cerca il proprio vantaggio e attua atteggiamenti autoreferenziali, illogici, privi di visione. Negli anni mi sono trovato di fronte a molte situazioni in cui dominava il pregiudizio e invece di aiutare le persone, le ha denigrate. Sono convinto che il mondo della musica debba essere professionale e premiare il merito, risultando così selettivo. Ma nelle situazioni c'è modo e modo. E poi il merito, mah, non sono sicuro che a ciascuno sia riconosciuto il suo. Tu puoi essere laureato, un grande strumentista, con un curriculum altisonante, ma nel contempo un gran cafone, un arrogante privo di sensibilità, un ignorante incapace di pensare criticamente. Strano vero per un musicista?
Che dire? Sono molto dispiaciuto di come va il mondo e in particolar modo l'ambiente musicale. Forse, il mio grande amore per la musica, avrebbe dovuto indirizzarmi verso l'insegnamento dove avrei potuto aiutare di più. Ma la vita ti porta dove vuole e sono finito a fare il contabile. Perdona questo sfogo pubblico, ma spero che chi legge possa trarre spunto di riflessione. Ognuno, prima ancora di pensarsi flautista, dovrebbe dirsi: che tipo di persona voglio essere? Perché faccio musica? Come posso amare il mio simile?
 
E invece il mondo della musica, specchio di una società alla deriva, cerca il proprio vantaggio e attua atteggiamenti autoreferenziali, illogici, privi di visione. Negli anni mi sono trovato di fronte a molte situazioni in cui dominava il pregiudizio e invece di aiutare le persone, le ha denigrate. Sono convinto che il mondo della musica debba essere professionale e premiare il merito, risultando così selettivo. Ma nelle situazioni c'è modo e modo. E poi il merito, mah, non sono sicuro che a ciascuno sia riconosciuto il suo. Tu puoi essere laureato, un grande strumentista, con un curriculum altisonante, ma nel contempo un gran cafone, un arrogante privo di sensibilità, un ignorante incapace di pensare criticamente. Strano vero per un musicista?
Che dire? Sono molto dispiaciuto di come va il mondo e in particolar modo l'ambiente musicale. Forse, il mio grande amore per la musica, avrebbe dovuto indirizzarmi verso l'insegnamento dove avrei potuto aiutare di più. Ma la vita ti porta dove vuole e sono finito a fare il contabile. Perdona questo sfogo pubblico, ma spero che chi legge possa trarre spunto di riflessione. Ognuno, prima ancora di pensarsi flautista, dovrebbe dirsi: che tipo di persona voglio essere? Perché faccio musica? Come posso amare il mio simile?
parole che andrebbero incorniciate. Credo siano le più vere di tutto il forum!!