Lo studio dell'ottavino può rovinare l'impostazione e il suono del flauto?

Flumath

Member
2 Giugno 2025
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Buongiorno a tutti,
Ho acquistato da pochissimo un ottavino (uno Yamaha YPC-32) e da qualche giorno ho iniziato a studiarlo per cercare di ottenere un suono che sia il più possibile bello, stabile e intonato.
Ho notato però un problema che mi preoccupa molto: quando suono l'ottavino per un tempo prolungato, nel momento in cui riprendo in mano il flauto traverso faccio tantissima fatica. Il suono sul flauto peggiora notevolmente, risulta instabile e perdo la mia solita facilità di emissione.
Essendo all'inizio con questo strumento, ho molta paura che lo studio dell'ottavino possa danneggiare o "rovinare" in modo permanente l'impostazione e il timbro che ho costruito sul flauto.
È una transizione difficile solo all'inizio o c'è un rischio reale? Quali accorgimenti tecnici, routine di studio o esercizi mi consigliate di adottare per far convivere i due strumenti senza risentirne sul flauto?
Vi ringrazio molto per l'aiuto e per i vostri preziosi consigli!
 
Buongiorno a tutti,
Ho acquistato da pochissimo un ottavino (uno Yamaha YPC-32) e da qualche giorno ho iniziato a studiarlo per cercare di ottenere un suono che sia il più possibile bello, stabile e intonato.
Ho notato però un problema che mi preoccupa molto: quando suono l'ottavino per un tempo prolungato, nel momento in cui riprendo in mano il flauto traverso faccio tantissima fatica. Il suono sul flauto peggiora notevolmente, risulta instabile e perdo la mia solita facilità di emissione.
Essendo all'inizio con questo strumento, ho molta paura che lo studio dell'ottavino possa danneggiare o "rovinare" in modo permanente l'impostazione e il timbro che ho costruito sul flauto.
È una transizione difficile solo all'inizio o c'è un rischio reale? Quali accorgimenti tecnici, routine di studio o esercizi mi consigliate di adottare per far convivere i due strumenti senza risentirne sul flauto?
Vi ringrazio molto per l'aiuto e per i vostri preziosi consigli!
l'ottavino non rovina il tuo suono, a patto che si abbia una buona consapevolezza delle differenze fisiche e si gestisca il passaggio tra i due strumenti.
Basandomi su quanto su quanto dicono diversi maestri d'orchestra o a pedagoghi (per esempio Carin Levine) il vero rischio non è lo strumento in sé, ma la confusione neuromuscolare che nasce se si passa da uno strumento all'altro senza un reset consapevole.

L'ottavino richiede un'embouchure molto più piccola, un flusso d'aria più concentrato e una pressione interna maggiore rispetto al flauto traverso. Se provi a suonare il flauto subito dopo un'estenuante sessione di ottavino, è normale sentirsi stretti o tirati: i muscoli sono ancora impostati per la piccola camera d'aria dell'ottavino e il cervello fatica a ricalibrare la pressione. L'ottavino può essere un ottimo allenatore per la precisione, ma anche come "trappola" se non si sa gestire il ritorno al flauto.

Il consiglio che ho sempre dato ai miei studenti, e che ho visto confermato in diversi testi pedagogici, è di non studiare i due strumenti consecutivamente nella stessa sessione. Se devi suonare l'ottavino, fallo alla fine della lezione o in una sessione separata. Prima di passare al flauto traverso, dedica qualche minuto a note lunghe sul flauto (magari nel registro medio-basso) per "riaprire" l'embouchure e riportare il flusso alla sua normalità. Questo semplice accorgimento evita quasi sempre qualsiasi problema di "rovinatura" dell'impostazione.

Inoltre, è importante ricordare che l'ottavino, se studiato con metodo, può migliorare la tua tecnica sul flauto. La precisione richiesta per l'intonazione e il controllo del suono sull'ottavino si trasferisce spesso in un maggiore controllo anche sul flauto traverso, specialmente nelle note acute e nel dinamismo. Ho letto di diversi flautisti d'orchestra che usano l'ottavino proprio come strumento di allenamento per affinare l'orecchio e la sensibilità, non come un ostacolo.
 
Buongiorno a tutti,
Ho acquistato da pochissimo un ottavino (uno Yamaha YPC-32) e da qualche giorno ho iniziato a studiarlo per cercare di ottenere un suono che sia il più possibile bello, stabile e intonato.
Ho notato però un problema che mi preoccupa molto: quando suono l'ottavino per un tempo prolungato, nel momento in cui riprendo in mano il flauto traverso faccio tantissima fatica. Il suono sul flauto peggiora notevolmente, risulta instabile e perdo la mia solita facilità di emissione.
Essendo all'inizio con questo strumento, ho molta paura che lo studio dell'ottavino possa danneggiare o "rovinare" in modo permanente l'impostazione e il timbro che ho costruito sul flauto.
È una transizione difficile solo all'inizio o c'è un rischio reale? Quali accorgimenti tecnici, routine di studio o esercizi mi consigliate di adottare per far convivere i due strumenti senza risentirne sul flauto?
Vi ringrazio molto per l'aiuto e per i vostri preziosi consigli!
ero un giovane promettente venni assunto per suonare con la banda sul palco di Boheme e Elisir d'Amore,poche battute,ma erano bei soldi,mi presi un ottavino e a tempo di record riuscii a sputacchiarci alla bene meglio,non ricordo nessun problema anche nel passare direttamente da uno all'altro.Però credo che dedicarsi principalmente allo studio e perfezionamento dell'ottavino alla lunga comporti come una distrazione per il flauto,ma questo mi sembra sia fisiologico.Un mio amico dopo decenni come ottavino in orchestra tornò a fare concerti col flauto e non ci furono problemi.