Suono "sporco"

annar

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18 Gennaio 2026
28
0
Roma
..Ciao vi chiedo un parere se secondo voi la salivazione che si crea all'interno del flauto,magari dopo mezzora che lo suoni,possa incidere sul suono.
Mi succede questo a volte...
Forse i tamponi si inumidiscono e quindi "chiudono male "?..oppure é una sciocchezza che penso solo io?
 
..Ciao vi chiedo un parere se secondo voi la salivazione che si crea all'interno del flauto,magari dopo mezzora che lo suoni,possa incidere sul suono.
Mi succede questo a volte...
Forse i tamponi si inumidiscono e quindi "chiudono male "?..oppure é una sciocchezza che penso solo io?
Ciao! Ti rassicuro subito: non è affatto una sciocchezza, anzi, hai centrato in pieno un problema tecnico molto noto e insidioso!
Prima di tutto, una piccola precisazione: quella che si forma nel tubo non è propriamente "saliva" (a meno che tu non faccia uscire la lingua oltre i denti sporcando l'attacco), ma è vera e propria condensa. Il tuo fiato caldo entra nel flauto freddo e genera delle goccioline.
Ecco cosa accade fisicamente dopo un po' che suoni:
1. L'effetto "spugna": La condensa si accumula e, invece di scorrere via sul fondo del tubo, spesso riesce a raggiungere i tamponi passando attraverso i fori (i caminetti), andando a bagnarli o addirittura a "inzupparli". I tamponi più a rischio sono quelli delle chiavi che a riposo restano chiuse e si trovano nella parte inferiore del tubo, come il Re#, il Sol# e i trilli, perché lì l'umidità ristagna maggiormente.
2. Gonfiore e perdita di forma: I tamponi tradizionali sono fatti di feltro avvolto in una sottile pellicola (la vescica). Quando si inumidiscono troppo, assorbono l'acqua, aumentano di spessore e perdono la loro forma planare corretta. Se il tampone si gonfia in modo irregolare, non sigillerà più perfettamente il caminetto e ti costringerà a premere di più con le dita per far uscire la nota.
3. I danni a lungo termine Il problema peggiora nella fase di asciugatura: asciugandosi, la vescica subisce tensioni irregolari che deformano permanentemente il feltro interno, facendolo assottigliare ai bordi o facendolo diventare convesso. Inoltre, tutta questa umidità è la causa numero uno dei tamponi che diventano appiccicosi e fanno quel fastidioso rumore di "cick-ciack".

Per evitare che il suono degradi a metà sessione, non aspettare di aver finito di studiare per asciugare lo strumento. Sfrutta le pause brevi per asciugare internamente il tubo. Asciuga anche i tamponi più umidi usando le apposite cartine. Inserisci la cartina, chiudi il tasto delicatamente, apri il tasto e poi sfila la carta (non trascinarla mai a tasto chiuso o distruggerai la pelle del tampone!.
 
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Ciao! Ti rassicuro subito: non è affatto una sciocchezza, anzi, hai centrato in pieno un problema tecnico molto noto e insidioso!
Prima di tutto, una piccola precisazione: quella che si forma nel tubo non è propriamente "saliva" (a meno che tu non faccia uscire la lingua oltre i denti sporcando l'attacco), ma è vera e propria condensa. Il tuo fiato caldo entra nel flauto freddo e genera delle goccioline.
Ecco cosa accade fisicamente dopo un po' che suoni:
1. L'effetto "spugna": La condensa si accumula e, invece di scorrere via sul fondo del tubo, spesso riesce a raggiungere i tamponi passando attraverso i fori (i caminetti), andando a bagnarli o addirittura a "inzupparli". I tamponi più a rischio sono quelli delle chiavi che a riposo restano chiuse e si trovano nella parte inferiore del tubo, come il Re#, il Sol# e i trilli, perché lì l'umidità ristagna maggiormente.
2. Gonfiore e perdita di forma: I tamponi tradizionali sono fatti di feltro avvolto in una sottile pellicola (la vescica). Quando si inumidiscono troppo, assorbono l'acqua, aumentano di spessore e perdono la loro forma planare corretta. Se il tampone si gonfia in modo irregolare, non sigillerà più perfettamente il caminetto e ti costringerà a premere di più con le dita per far uscire la nota.
3. I danni a lungo termine Il problema peggiora nella fase di asciugatura: asciugandosi, la vescica subisce tensioni irregolari che deformano permanentemente il feltro interno, facendolo assottigliare ai bordi o facendolo diventare convesso. Inoltre, tutta questa umidità è la causa numero uno dei tamponi che diventano appiccicosi e fanno quel fastidioso rumore di "cick-ciack".

Per evitare che il suono degradi a metà sessione, non aspettare di aver finito di studiare per asciugare lo strumento. Sfrutta le pause brevi per asciugare internamente il tubo. Asciuga anche i tamponi più umidi usando le apposite cartine. Inserisci la cartina, chiudi il tasto delicatamente, apri il tasto e poi sfila la carta (non trascinarla mai a tasto chiuso o distruggerai la pelle del tampone!.
Grazie ...consiglio prezioso..
 
controlla anche che uno dei tamponi non sia spellato. Questo porrebbe l'aria che soffi all'interno del tubo a contatto diretto con il feltro anzichè con la vescica del tampone. Quindi si inzupperebbe di umido molto più precocemente.

Tuttavia, vorrei proporre un cambio di prospettiva: invece di trattare la condensa come un nemico da rimuovere dopo che si è formata, proviamo a gestirla come un fenomeno fisico da contenere preventivamente.
Spesso il problema non è “non avere pulito il flauto”, ma come il fiato interagisce con la temperatura dello strumento nei primi minuti di esecuzione
La condensa si forma quando il vapore acqueo del fiato (circa 37°C e 100% umidità) incontra una superficie metallica fredda (es. 15-20°C). Più grande è il salto termico, più la condensazione è violenta e immediata.
• Quando soffi aria umida in un flauto freddo, l’acqua non si deposita lentamente. Si “schianta” formando micro-goccioline che, per vibrazione, rimbalzano contro i tamponi, creando il famigerato “ponte liquido” che sporca il suono anche se il tampone sembra asciutto.
• Riscaldare il flauto prima di emettere suoni musicali. Non il classico “soffio per 30 secondi”, che paradossalmente satura i tubi di vapore.

Invece di soffiare aria calda umida, provate questo protocollo:
1. Fase 1 Tenete il flauto sotto il braccio o a contatto con il corpo per 2-3 minuti. Il metallo si scalda per conduzione, senza aggiungere umidità.
2. Fase 2: Prima di suonare, espirate nel flauto per 5-10 secondi senza vibrare le labbra (come se soffiaste su una superficie calda), ma cercando di mantenere l’aria il più “asciutta” possibile (evitando di aprire troppo la bocca o inumidirsi le labbra prima).
3. Fase 3: Iniziate con note basse e lunghe, aumentando gradualmente la pressione dell’aria. Evitate i salti acuti immediati nei primi 2 minuti.

Riducendo il gradiente termico iniziale, la condensazione diventa un processo lento e controllato. La manutenzione non è solo “spazzolare e asciugare”. È anche gestire l’ambiente interno dello strumento. Se controllate la temperatura e il flusso d’aria fin dal primo minuto, riducete la formazione di condensa “attiva” che sporca i tampone.
 
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controlla anche che uno dei tamponi non sia spellato. Questo porrebbe l'aria che soffi all'interno del tubo a contatto diretto con il feltro anzichè con la vescica del tampone. Quindi si inzupperebbe di umido molto più precocemente.

Tuttavia, vorrei proporre un cambio di prospettiva: invece di trattare la condensa come un nemico da rimuovere dopo che si è formata, proviamo a gestirla come un fenomeno fisico da contenere preventivamente.
Spesso il problema non è “non avere pulito il flauto”, ma come il fiato interagisce con la temperatura dello strumento nei primi minuti di esecuzione
La condensa si forma quando il vapore acqueo del fiato (circa 37°C e 100% umidità) incontra una superficie metallica fredda (es. 15-20°C). Più grande è il salto termico, più la condensazione è violenta e immediata.
• Quando soffi aria umida in un flauto freddo, l’acqua non si deposita lentamente. Si “schianta” formando micro-goccioline che, per vibrazione, rimbalzano contro i tamponi, creando il famigerato “ponte liquido” che sporca il suono anche se il tampone sembra asciutto.
• Riscaldare il flauto prima di emettere suoni musicali. Non il classico “soffio per 30 secondi”, che paradossalmente satura i tubi di vapore.

Invece di soffiare aria calda umida, provate questo protocollo:
1. Fase 1 Tenete il flauto sotto il braccio o a contatto con il corpo per 2-3 minuti. Il metallo si scalda per conduzione, senza aggiungere umidità.
2. Fase 2: Prima di suonare, espirate nel flauto per 5-10 secondi senza vibrare le labbra (come se soffiaste su una superficie calda), ma cercando di mantenere l’aria il più “asciutta” possibile (evitando di aprire troppo la bocca o inumidirsi le labbra prima).
3. Fase 3: Iniziate con note basse e lunghe, aumentando gradualmente la pressione dell’aria. Evitate i salti acuti immediati nei primi 2 minuti.

Riducendo il gradiente termico iniziale, la condensazione diventa un processo lento e controllato. La manutenzione non è solo “spazzolare e asciugare”. È anche gestire l’ambiente interno dello strumento. Se controllate la temperatura e il flusso d’aria fin dal primo minuto, riducete la formazione di condensa “attiva” che sporca i tampone.
Grazie...preziose informazioni.Ti chiedo se non converrebbe inumidire l'interno del flauto con un prodotto che faccia "scivolare via" le goccioline....tipo un prodotto antiappannante..
 
ottimo suggerimento quello del pre-riscaldamento controllato del flauto. Potrebbe funzionare.

I prodotti antiappannanti commerciali (per esempio quelli per occhiali ) non sono per il flauto
La maggior parte degli spray antiappannante commerciali contiene tensioattivi (agenti riducenti la tensione superficiale) e talvolta solventi o siliconi progettati per aderire al vetro.

I tamponi del flauto sono in pelle o materiali sintetici specifici. I tensioattivi possono penetrare nel tampone rendendolo morbido, “collante” o alterando la sua elasticità,
Ridurre l’attrito necessario rendendolo troppo scivoloso (non sigilla ermeticamente, creando micro-perdite d’aria che peggiorano il suono sporco invece di risolverlo).

Esistono prodotti detergenti specifici per strumenti a fiato, ma non gli spray generici per occhiali.
Nel caso tu decidessi di usarli, ricorda di non applicarli mai direttamente sul flauto.
Usa magari un panno di microfibra pulito, poi strofinare leggerissimamente solo sulle parti lontane dai tamponi.
Non usarlo dentro la testata (che potresti aspirare con la bocca).
 
...per evitare problemi, mi tengo le goccioline all'interno durante le suonate..poi asciugo col panno..grazie a te