Un polimero di coordinazione è definito come un composto di coordinazione formato da unità di coordinazione che si ripetono estendendosi in 1, 2 o 3 dimensioni. I costituenti principali dei polimeri di coordinazione sono due: ioni metallici, spesso denominati nodi, e leganti, denominati linkers. Le strutture a 1 dimensione danno luogo a composti che si estendono lungo una linea (più o meno) retta, strutture a 2 dimensioni formano composti che si estendono in un piano, e strutture a 3 dimensioni formano solidi tridimensionali (vedi Figura 1).
La sintesi di queste specie chimiche avviene con tecniche di auto-assemblaggio molecolare sfruttando le proprietà di coordinazione dei componenti utilizzati, nonché forze più deboli come interazioni π-π, legame a idrogeno e forze di van der Waals. I polimeri di coordinazione sono materiali che esistono come tali solo allo stato solido e la loro struttura viene determinata con metodi di cristallografia a raggi X. Se forzati in soluzione questi materiali si disgregano in frammenti formati da poche unità componenti.
Lo studio dei polimeri di coordinazione ha avuto un considerevole sviluppo a partire dagli anni novanta del secolo scorso, coinvolgendo molti campi di ricerca come chimica inorganica e organica, biochimica, chimica dei materiali, elettrochimica e farmacologia, in vista di svariate possibili applicazioni.
Una sottoclasse dei polimeri di coordinazione è costituita dai metal organic frameworks (MOFs), composti caratterizzati dalla presenza di una porosità molto elevata.
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