density 21.5

Density 21.5 è un pezzo per flauto solo scritto da Edgard Varèse nel 1936.
Questa pagina per flauto solo fu scritta espressamente nel gennaio 1936 per la presentazione del nuovo flauto di Georges Barrère, il 16 febbraio alla Carnegie Hall di New York, in occasione di un concerto di beneficenza per il liceo francese "Lily Pons" di New York. Sempre al virtuoso flautista è dedicata la partitura. Il titolo si riferisce al particolare materiale con cui è stato costruito il flauto di Barrère, il platino, la cui densità (peso specifico) è appunto di 21,5 (in realtà 21,45 g/cm3).
Nel 1946 Varèse rivisiterà la sua partitura prima della pubblicazione.
Esso rappresenta sicuramente un punto di svolta nell'evoluzione delle nuove tecniche strumentali del flauto.
Interesse costante di Varèse è stato lo studio della materia sonora, che a volte, spinta alle estreme conseguenze si inoltra nel campo del rumore. Nel caso di Density 21.5, l'introduzione del colpo di chiave come rafforzamento del modo di attacco rappresenta sicuramente un elemento sonoro nuovo, che non si inquadra solo come novità tecnica ma anche come conseguenza di un pensiero coerente che il compositore porterà sempre avanti.
Il breve brano, oltre ad essere uno dei più importanti pezzi del repertorio flautistico del Novecento, rappresenta anche un punto di inizio della ricerca e dell'esplorazione delle risorse tecniche, timbriche ed effettistiche dello strumento, che porterà poi, a partire dalla fine degli anni '50 e per tutti gli anni '60 e '70, ad una scrittura sempre più sofisticata, facendo ricorso a volte alle tecniche strumentali più ricercate e complesse.
I virtuosi riconoscono in questo pezzo il capolavoro del flauto, ma Varèse si mostrava molto diffidente nei riguardi degli esecutori. Tanto egli amava la perfezione del suono del suo caro amico René Le Roy, che, primo, la registra, o l'affascinante interpretazione di Severino Gazzelloni, quanto si mostra feroce con i mediocri: Flautisti falliti e asmatici... Density eseguita in modo da far vomitare un bidone della spazzatura. Forse il flautista soffriva di emorroidi orali .

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