Bel suono

Nicola

Well-known member
26 Gennaio 2021
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Ciao a tutti. Vi sottopongo un ascolto. Ritengo che il suono del flautista sia bellissimo. Vorrei sapere da voi cosa ne pensate; se vi piace o no e soprattutto avere vostri giudizi in merito a quello che sentite. Specificate le caratteristiche tecniche ed interpretative che ritenete di rilevare. Grazie.

 
Suono cristallino, direi quasi puro, neutro. Ogni nota ben bilanciata con le altre. Nessuna velleità di protagonismo dell'esecutore.

Credo sia molto difficile eseguirlo in questo modo.
 
Concordo! Si nota come l'esecutore metta da parte il proprio ego e lo suona senza voler strafare.
Immagino questo brano come un cerchio, una ruota lineare. Senza accenti che lo renderebbero volgare. E Paule Edmund-Davies credo sia impeccabile in ciò.
 
Propongo un altro esempio di suono espressivo. Notate soprattutto la precisione di intonazione. Di questo flautista mi impressiona la rilassatezza dell'imboccatura.
Fate i vostri commenti.
Ciao.
 
Propongo un altro esempio di suono espressivo. Notate soprattutto la precisione di intonazione. Di questo flautista mi impressiona la rilassatezza dell'imboccatura.
Fate i vostri commenti.
Ciao.
è un brano che richiede un controllo estremo dell'aria e una sensibilità assoluta, specialmente nelle note tenere e nei passaggi di registro medio-alto. In questo video si vede chiaramente come Daniel Pailthorpe mantenga un suono caldo e rotondo senza apparente tensione sulle labbra o sulla mandibola. Spesso, quando si cerca di ottenere un suono così espressivo, si tende a "stringere" l'embouchure o a forzare l'aria, ma qui si nota invece un approccio basato sul flusso d'aria costante e sul supporto attivo, non sulla forza delle labbra.

È un ottimo spunto per riflettere su come spesso tendiamo a forzare l'embouchure per cercare di controllare l'intonazione o il volume, quando invece la soluzione è proprio nel rilassamento e nel flusso d'aria costante. Quando le labbra sono libere e non bloccate, il suono diventa più naturale, caldo e, paradossalmente, più controllato.

In alcune inquadrature in primo piano, sembra quasi che Daniel faccia "finta" di suonare! Incredibile.
 
è un brano che richiede un controllo estremo dell'aria e una sensibilità assoluta, specialmente nelle note tenere e nei passaggi di registro medio-alto. In questo video si vede chiaramente come Daniel Pailthorpe mantenga un suono caldo e rotondo senza apparente tensione sulle labbra o sulla mandibola. Spesso, quando si cerca di ottenere un suono così espressivo, si tende a "stringere" l'embouchure o a forzare l'aria, ma qui si nota invece un approccio basato sul flusso d'aria costante e sul supporto attivo, non sulla forza delle labbra.

È un ottimo spunto per riflettere su come spesso tendiamo a forzare l'embouchure per cercare di controllare l'intonazione o il volume, quando invece la soluzione è proprio nel rilassamento e nel flusso d'aria costante. Quando le labbra sono libere e non bloccate, il suono diventa più naturale, caldo e, paradossalmente, più controllato.

In alcune inquadrature in primo piano, sembra quasi che Daniel faccia "finta" di suonare! Incredibile.
Hai colto nel segno con quell'osservazione: "sembra quasi che Daniel faccia 'finta' di suonare!"
È esattamente il punto chiave che rende questo video così istruttivo.Questa apparente "finta" è in realtà il risultato di una massima efficienza: il suono è prodotto con il minimo sforzo muscolare possibile, grazie a un supporto dell'aria perfetto e a un'imboccatura che non lavora in senso tradizionale, ma si limita a indirizzare il flusso.
È come se il flauto suonasse da solo, guidato solo dal fiato.
è l'assenza di tensione inutile che permette al suono di emergere con tutta la sua ricchezza e intonazione perfetta.

Hai mai notato come, quando proviamo a imitare questo tipo di rilassatezza, tendiamo subito a fare troppo poco e il suono diventa debole? Il segreto è bilanciare quella leggerezza apparente con un supporto del diaframma molto attivo e costante. È un equilibrio delicato che richiede molta pratica e consapevolezza.